Siglata intesa su contratto Cooperative Sociali PDF Stampa E-mail

E' stata sottoscritta l'ipotesi di accordo per il rinnovo del Contratto Nazionale dei lavoratori delle Cooperative sociali. L'intesa, sottoscritta da Legacoop Sociali, Federsolidarietà, Confcoperative e Solidarietà Agci per le parti datoriali e dalle organizzazioni sindacali Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Fisascat, prevede un aumento medio a regime di 70 euro, che sarà corrisposto in tre tranche. 

"Esprimiamo una profonda soddisfazione per la sottoscrizione di un'intesa - ha dichiarato Rossana Dettori, Segretaria Generale dell'Fp-Cgil nazionale -  che arriva in una fase di profonda difficoltà per il Paese e che apre uno spiraglio di luce nel buio di questa crisi e nel mondo delle relazioni industriali. Il settore della cooperazione rappresenta un grande sistema di servizi alla persona e di sostegno al welfare, oggi messo in crisi dai pesanti tagli intervenuti negli ultimi anni. Che si riparta dal rinnovo contrattuale per rilanciare i servizi ci sembra un fatto estremamente positivo". 

L'intesa prevede inoltre un elemento economico di garanzia, 110 euro, per tutelare i lavoratori dell'eventuale assenza della contrattazione integrativa, l'istituzione di un fondo per la sanità integrativa, per un costo mensile pro capite di 5 euro, sostenuto dalle cooperative. Altro elemento di garanzia per i lavoratori è la clausola che assicura i livelli occupazionali e retributivi in caso di cambio nella gestione degli appalti, molto frequente in alcuni servizi. 

"La riaffermazione dello strumento del Contratto Nazionale - aggiunge Dettori - il rafforzamento della contrattazione di secondo livello con l'introduzione di un elemento di garanzia per i lavoratori, la scommessa sull'ingresso dei giovani nel settore con l'attuazione del testo unico sull'apprendistato, ci parlano di un buon accordo, che arriva in un momento di grande difficoltà per l'intero sistema di servizi e assistenza alla pensione. La parola adesso passa ai lavoratori".

 

Scarica l'ipotesi di accordo

Scarica il volantino

 
ROMA - 8 OTTOBRE 2011 - MANIFESTAZIONE LAVORATORI DEL PUBBLICO IMPIEGO E DELLA CONOSCENZA PDF Stampa E-mail

LAVORO, DIRITTI, QUALITA' E COESIONE SOCIALE, DEMOCRAZIA: PUBBLICO E' FUTURO!

 

Con queste parole, che per la FP CGIL hanno ancora un forte valore, nasce l'idea di fare questa manifestazione.

 

Purtroppo il Governo in questo momento lavora in una direzione opposta:

- aumenta le diseguaglianze

- impoverisce i lavoratori dipendenti e pensionati

- taglia i trasferimenti agli enti locali e alla sanità con l'obiettivo di spingere alle privatizzazioni

- non colpisce gli evasori e i grandi patrimoni

- si accanisce contro i dipendenti pubblici 

 

Il paese ha bisogno di un futuro, una prospettiva che dia fiducia:

 

PARTECIPA ALLA MANIFESTAZIONE. DA TORINO PARTIAMO CON UN TRENO. PER PRENOTARE TELEFONATE AL NUMERO TELEFONICO 011.2442520 O EMAIL Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

SCARICA IL VOLANTINO

 

 

 
MERCOLEDI' 31 AGOSTO PRESIDIO CONTRO LA MANOVRA DEL GOVERNO PDF Stampa E-mail

NO ALLA MANOVRA DEL GOVERNO!

 

A pochi giorni da una manovra pesante nei confronti di lavoratori pubblici e privati, pensionati, enti locali, che la CGIL ha giudicato sbagliata, iniqua, inefficace, il governo, riconoscendo finalmente la gravità della crisi che ha negato per anni e la necessità di mettere in ordine i conti che in questi 3 anni ha contribuito a mandare in rosso, ha approvato un nuovo intervento economico che diventerà legge entro i primi giorni di settembre.

 

ANCORA UNA VOLTA PAGHIAMO NOI

PAGANO I PIU' DEBOLI E QUELLI CHE HANNO MENO

 

NO ai nuovi interventi contro i lavoratori pubblici (differimento liquidazione di 2 anni e tredicesima a rate!), che fa seguito al blocco del rinnovo dei contratti

 

NO alla nuova stretta su enti locali e sanità, con tagli che impediranno ai comuni, piccoli e grandi, di continuare ad offrire ai cittadini i servizi fondamentali come gli asili nido ed i servizi educativi, o l'assistenza agli anziani che sempre di più popolano le nostre città

 

NO alla cancellazione dei piccoli comuni, che rappresentano la cultura ed il patrimonio dei nostri territori

 

NO alle privatizzazioni delle società che gestiscono i servizi pubblici locali (acqua, trasporti, rifiuti) che va contro l'esito del referendum di giugno

 

NO alla possibilità dei contratti aziendali di derogare ai contratti nazionali, che cancella di fatto l'accordo del 28 giugno e l'art.18 dello statuto dei lavoratori, indebolendo i diritti dei lavoratori

 

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6 SETTEMBRE 2011: SCIOPERO GENERALE PDF Stampa E-mail

Con due manovre Economiche in un solo mese il Governo Berlusconi ha imposto più tasse ai lavoratori e ai pensionati, ha tagliato i servizi, la sanità e l'assistenza, ha messo in discussione il Contratto Nazionale, ha discriminato i disabili. 

Tutto questo senza garantire il riequilibrio dei Conti PubbliCi, senza favorire la Crescita del paese, senza rilanciare l'occupazione, senza sostenere il mezzogiorno.

LA MANOVRA DEL GOVERNO CONDANNA IL PAESE ALLA RECESSIONE ECONOMICA E AL DECLINO CIVILE

Si può fare una manovra che riequilibri i Conti Pubblici, difenda la coesione sociale, rilanci la crescita economica e l'occupazione.

La CGil propone alle forze sociali, economiche, politiche e ai cittadini:


• Un piano strutturale di lotta all'evasione fiscale e contributiva

• Un'imposta straordinaria sui grandi immobili e una ordinaria sulle grandi ricchezze

Perché i sacrifici non possono colpire sempre i lavoratori e i pensionati: devono pagare coloro che hanno di più e che non pagano mai.

 

• il dimezzamento del numero dei Parlamentari e la riorganizzazione davvero federale di tutte le istituzioni

• la qUalificazione dei servizi pUbblici e la valorizzazione del Patrimonio Pubblico

Perché l'efficienza della Pa non deve ridurre gli spazi di democrazia e cancellare welfare e previdenza per motivi di cassa.

 

• la difesa dell'iniziativa contrattUale del sindacato e la soPPressione degli articoli che violano il ccnl, lo statuto dei lavoratori e convalidano retroattivamente gli accordi separati alla FIAT

 

• la tutela dei diritti dei disabili

Perché la cancellazione dei diritti sindacali e delle persone non produce né stabilità né crescita


• il ripristino delle festività civili del 25 aprile, del primo maggio e della festa della repUbblica

Perché la coesione nazionale e l'identità del lavoro sono un valore che non può essere disperso.

 

Le risorse vanno investite per il riequilibrio, per la crescita, per il mezzogiorno, per l'occupazione dei giovani

Sostenete le proposte della CGIL partecipando allo sciopero generale e alle manifestazioni del 6 settembre


TORINO - PIAZZA VITTORIO ORE 9.00

COMIZIO CONCLUSIVO IN PIAZZA SAN CARLO ORE 11.00

 

scarica e distribuisci il volantino 

 
PRESIDIO CONTRO UNA MANOVRA SBAGLIATA, INGIUSTA E INEFFICACE PDF Stampa E-mail
Il Paese è nella tempesta finanziaria, economica, politica.
Se c’è un’emergenza, occorre correre ai ripari, ma questa manovra è inefficace, iniqua e depressiva.
Il Paese è sotto attacco della speculazione finanziaria. Il Governo scarica le sue responsabilità. Dopo 3 anni di scelte sbagliate, di misure inique e incapaci di affrontare la crisi, si arriva con l’acqua alla gola e si vara in emergenza una manovra che continua sulla strada precedente.
Ancora una volta solo tagli per i pensionati e i lavoratori, e lo smantellamento di tante protezioni sociali che ricadranno sulla vita dei soliti noti. Si continua a ridurre il salario dei lavoratori pubblici che in quattro anni perdono dai 6 agli 8 mila euro. Si tagliano ulteriori posti di lavoro: i precari diventano disoccupati e i servizi, la scuola e la sanità collassano.
Dal 2012 si allunga l’età pensionabile per tutti. Niente per combattere la disoccupazione, in particolare dei giovani, anzi, i lavoratori dovranno pagare per far valere i loro diritti quando ricorrono al giudice (233 euro medi per iniziare una causa).
Ulteriori tagli agli Enti Locali, che sono costretti già dalle manovre precedenti a ridurre i servizi, alzare le tasse locali.
Tagli alla sanità e reintroduzione dei tickets. Questi nuovi interventi mettono in discussione i diritti universali e la garanzia di prestazioni e servizi.
Paga il lavoro, ma in particolare pagano le donne: più disoccupate, meno servizi, in pensione più tardi, per loro la prospettiva sarà di 65 – 66 …. anni  per andare in pensione, più disparità.
Come se non bastasse il Governo prevede ulteriori tagli che dovrebbero venire dall’approvazione di una delega fiscale e assistenziale, 14,7 miliardi da recuperare o tagliando ancora l’assistenza (assegno di accompagnamento, reversibilità, ecc…) o aumentando le tasse. Se la delega non passasse, si farà il taglio del 15% delle agevolazioni fiscali, i soldi si recupereranno intervenendo sulle detrazioni per la produzione del reddito, sulle agevolazioni per la casa e la famiglia.
Se c’è una situazione straordinaria si intervenga subito aumentando la tassazione sulle rendite finanziarie, mettendo una tassa sui grandi patrimoni, le grandi ricchezze e i redditi più alti.  A loro in tre anni non si è chiesto niente. Hanno pagato sempre e solo i lavoratori.
Così ci sarebbero risorse per sostenere lo sviluppo, l’occupazione, il lavoro. Se non c’è ripresa e crescita rincorreremo il debito con ulteriori tagli.
PER DIRE BASTA A QUESTO GOVERNO E ALLE SUE POLITICHE!
PRESIDIO A TORINO IN PIAZZA CASTELLO
davanti alla Prefettura
VENERDI 15 LUGLIO 2011 alle ore 17:30

PER DIRE BASTA A QUESTO GOVERNO E ALLE SUE POLITICHE!

PRESIDIO A TORINO IN PIAZZA CASTELLO davanti alla Prefettura

VENERDI 15 LUGLIO 2011 alle ore 17:30

Il Paese è nella tempesta finanziaria, economica, politica.

Se c’è un’emergenza, occorre correre ai ripari, ma questa manovra è inefficace, iniqua e depressiva.

Il Paese è sotto attacco della speculazione finanziaria. Il Governo scarica le sue responsabilità.

Dopo 3 anni di scelte sbagliate, di misure inique e incapaci di affrontare la crisi, si arriva con l’acqua alla gola e si vara in emergenza una manovra che continua sulla strada precedente.

Ulteriori tagli agli Enti Locali, che sono costretti già dalle manovre precedenti a ridurre i servizi, alzare le tasse locali.

Ancora una volta solo tagli per i pensionati e i lavoratori, e lo smantellamento di tante protezioni sociali che ricadranno sulla vita dei soliti noti. Si continua a ridurre il salario dei lavoratori pubblici che in quattro anni perdono dai 6 agli 8 mila euro. Si tagliano ulteriori posti di lavoro: i precari diventano disoccupati e i servizi, la scuola e la sanità collassano. 

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