Jobs act PDF Stampa E-mail

Incostituzionale la norma che limita il risarcimento per il licenziamento a due sole mensilità
Deve essere dichiarato costituzionalmente illegittimo l’articolo 3, comma 1, del Dlgs 4 marzo 2015, n. 23, limitatamente alle parole «di importo pari a due mensilità dell’ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto per ogni anno di servizio,» per contrarietà agli articoli della Costituzione n. 3 (in relazione sia al principio di eguaglianza, sotto il profilo dell’ingiustificata omologazione di situazioni diverse, sia al principio di ragionevolezza), n. 4, primo comma, n. 35, primo comma, e 76 e 117, primo comma, (questi ultimi due articoli in relazione all’art. 24 della Carta sociale europea). È quanto afferma la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 194/2018.

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Sanzioni disciplinari PDF Stampa E-mail

Richiesta di accesso agli atti
Con la sentenza n.28923 del 2018, la Cassazione ha stabilito che il pubblico dipendente non può essere punito con una sanzione disciplinare solo perché' aveva chiesto informazioni sul percorso professionale del proprio superiore. La Suprema Corte, nel respingere il ricorso presentato dell'Amministrazione, ha confermato l'illegittimità del rimprovero scritto e condannato l'Amministrazione a pagare

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Dimissioni senza valore PDF Stampa E-mail

... se firmate sotto stress
In un contesto ambientale connotato da forte stress ed insoddisfazione, sono nulle le dimissioni del lavoratore esposto ad una condizione transitoria di notevole turbamento psichico che impedisca la formazione di una volontà cosciente e consapevole sulle effettive conseguenze che derivano dalla rinunzia al posto di lavoro. Ad avviso della Cassazione (sentenza n. 30126/18 , depositata pochi giorni fa), lo stato di temporanea alterazione dell’equilibrio psichico in cui versa il lavoratore è condizione sufficiente per l’annullamento dell’atto delle dimissioni, senza che

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Il licenziamento durante il periodo di prova PDF Stampa E-mail

... è atto discrezionale della Pa
Il lavoratore dipendente di una pubblica amministrazione che impugni il licenziamento causato da mancato superamento della prova, deve egli stesso comprovare che il monitoraggio non sia stato praticato correttamente sulle sue capacità lavorative. È dunque escluso che l'obbligo di motivazione funga da onere della prova per il datore di lavoro. È anche escluso che il potere discrezionale dell'amministrazione possa essere oggetto di controllo del tutto analogo a quello sulle motivazioni per licenziamento in corso di rapporto di lavoro stabilizzato. Lo ha ricordato la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26679/2018.

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Legittima la richiesta del dipendente PDF Stampa E-mail

... ai dati della carriera del superiore
Non è sanzionabile disciplinarmente, neanche con la formula attenuata del rimprovero, il pubblico dipendente che chieda lumi sulla correttezza del percorso lavorativo di un proprio superiore gerarchico . La Corte di cassazione con la sentenza n. 28923 di qualche giorno fa ha respinto come inammissibile il ricorso dell’Inps contro un proprio dipendente,che aveva « rimproverato» per aver fatto richiesta di accesso agli atti sulla carriera di un superiore e che aveva informato della vicenda il giudice della Corte dei conti delegato al controllo sull’Inps.

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Le carenze di organico PDF Stampa E-mail

... non bastano per dire «no» al trasferimento del dipendente con  figli  piccoli
Le esigenze organizzative dell’ufficio legate ai vuoti di organico non sono ragioni sufficienti a giustificare il no dell’amministrazione all'istanza di trasferimento del dipendente, genitore con figli minori fino a tre anni di età, previsto dall'articolo 42-bis del Dlgs 151/2001. Semmai, possono essere prese in considerazine se sono accompagnate da un'adeguata motivazione che dia conto della peculiare professionalità ovvero specializzazione delle prestazioni resa da richiedente, tali da renderlo difficilmente sostituibile. Sono le conclusioni del Tar Palermo, con la sentenza n. 1048/2018, su un tema già largamente dibattuto.

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